Contesto.
Un villino/vigna sulla media collina di Moncalieri con esposizione Sud, più di due ettari completamente cintati, ha avuto in passato anche una funzione produttiva e di auto-consumo, soprattutto in tempo di guerra.
Restano ampie zone tenute a fasce, coltivate un tempo come orti e frutteto.
Terreno.
I terreni sono sostanzialmente identici a quelli argillosi del Pianalto, anche se molto meno profondi.
Interventi.
Negli ultimi decenni tutta la proprietà ha avuto una gestione approssimativa e senza visione di insieme che ha snaturato sia la parte a parco sia i frutteti/orti.
In anni più recenti è stata fatta una progressiva opera di riordino, semplificando e migliorando la gestione complessiva, sostituendo le piante più vetuste con nuove specie più armoniche al contesto e più adatte alla coltivazione in queste condizioni pedo-climatiche, e programmando la manutenzione nel breve e nel lungo termine.
In quest‘ottica le piante da frutto, spesso molto compromesse, sono state recuperate ove possibile, soprattutto Peri, Kaki, Melograni, Fichi, qualche Melo, oppure sostituite con cultivar e soprattutto porta innesti più adatti, concentrando l’area produttiva di orto e frutteto nella parte più vocata e accessibile.
Susini, Ciliegi, Meli, Peri sono statati rinnovati con poche piante di varietà diverse e dalla produzione scalare. In particolare sono statati piantate due varietà di ‘Rammassin’, due varietà di Susine, un Pero e un Melo entrambi a polpa rossa, un ciliegio, innestati su franco.
Le altre zone a fasce, rimaste libere dopo i necessari abbattimenti, sono state piantate su filare ma con finalità ornamentali, cercando di mantenere la memoria della destinazione originaria e con un occhio alla riduzione della manutenzione e dei costi relativi. Quindi molte piante di Pero ottenute da seme, un Malus florentina, Noccioli ‘Tonda Gentile del Piemonte’, Sambuco, Meli da fiore.
Anche la parte con una vocazione ornamentale, in particolare intorno alla casa padronale, ha conosciuto cambiamenti, sostituzioni, semplificazioni, amplificando l’uso di essenze che hanno dimostrato di essere efficaci, da quelli che invece si sono rivelate meno affidabili.
Sostituite quindi le Rose rampicanti con nuove varietà più sane, vigorose, fiorifere e profumate, implementati con nuove varietà e nuove specie i grandi parterre di Ortensie e l’uso di Lagerstroemie a portamento arbustivo per una aumentata fioritura estiva; Agnocasti, alcuni Viburni, e poi le erbacee perenni, qui gli Ellebori a coprire le coloriture invernali, angoli con bulbose a fioriture scalari, Nepete ecc.
Prato.
Una diversa, innovativa e coraggiosa gestione del tappeto erboso ha dato risultati davvero sorprendenti nonostante la totale e voluta assenza di un sistema di irrigazione.
Infine l’attenta e meticolosa formazione del giardiniere fisso ha dato e sta dando i suoi frutti.
Risultati.
I costi sono relativamente contenuti e tutti gli spazi hanno guadagnato un’armonia che avevano perduto.